martedì 22 maggio 2018

IL Manifesto - L’ultima trappola della «Buona scuola»





Appello al Miur. L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame 
per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo per 
recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole 
pubbliche il ruolo di «materia obbligatoria» con diritto all’esonero


Il Decreto legislativo 62/2017 stravolge tacitamente le disposizioni contenute nell’art. 
185 comma 3 del Decreto 297 1994. Si tratta della sostituzione dell’elenco relativo alle 
materie all’Esame di Stato conclusivo della Scuola Secondaria di I°grado con la dicitura 
riferita a «tutti i docenti del Consiglio di Classe». Tra le materie indicate nel Decreto 
del 1994 non figurava l’Insegnamento della Religione Cattolica (Irc). È questa un’ultima 
trappola della legge denominata «Buona Scuola».

L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto 
di un processo sotterraneo – iniziato con il rinnovo del sistema concordatario – per 
recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di 
«materia obbligatoria» con diritto all’esonero. Solo con difficoltà sono state introdotte 
norme e istituti per rendere effettiva la nuova facoltatività con la formulazione delle 
quattro alternative fra cui la frequenza di una reale materia alternativa.

Nessuna promozione è stata fatta per informare le famiglie su tali alternative sulle quali, 
anche per la difficoltà a superare certe prassi e il timore di esporre i figli a 
discriminazioni, sono state esercitate, in particolare nella scuola primaria, 
ben poche opzioni. (…).

Le sottoscritte associazioni che si battono da anni per il rispetto della laicità della 
Scuola e dello Stato, si oppongono con forza a tale stravolgimento della Legge 121/1985, 
attuativa del Nuovo Concordato. Rivolgono pertanto al Miur la richiesta urgente di 
chiarimenti indispensabili per insegnanti e famiglie di alunni e alunne in procinto di 
affrontare la prova del citato Esame:

– l’Irc sarà materia d’esame? Se non lo sarà, a qual fine la presenza del docente? 
L’eventuale presenza di un docente di a. a. non si configura come discriminante nei 
confronti di coloro che hanno scelto attività di studio o di ricerca individuali o 
la non presenza a scuola durante l’Irc?

– nella prova d’esame, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di scrutinio, 
i voti sono soltanto numerici: è quindi prevedibile una valutazione numerica dell’Irc?

– il docente di Rc nella votazione per promozione o bocciatura si comporta come previsto 
nel DPR 202/1990, ossia non vota se il suo voto fosse determinante?

Queste sono solo alcune delle ambiguità da chiarire.

*** Comitato Nazionale Scuola e Costituzione, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, 
Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica, Manifesto dei 500, Ass.Naz. 
Sostegno Attivo, Cogedeliguria, Ass.Naz. del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, 
Coordinamento Genitori Democratici (Cgd), Comitato Genovese Scuola e Costituzione, 
Crides (Centro di iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola), 
Movimento di Cooperazione Educativa (Mce), Uaar, Fnism, Cidi, 
Osservatorio diritti scuola, Fcei (Fed.Chiese Evangeliche It.), 
Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, Comitato Democrazia Costituzionale -Roma